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 Disegni di legge

ORA SE NE OCCUPA LA XV° LEGISLATURA

Attualmente sono in discussione al Senato i seguenti Disegni di legge:

n°132 presentato dai senatori Eufemi e Poli in data 3 maggio 2006;

n°405 presentato dal senatore Costa in data 18 maggio 2006;

n°471 presentato dal senatore Tofani in data 19 maggio 2006;

n° 584 presentato dal senatore Ripamonti in data 7 giugno 2006;

n°657 primo firmatario il senatore Nieddu +10 senatori in data 15 giugno 2006;

n°939 primo firmatario il senatore Turigliatto +26 senatori in data 8 settembre 2006;

Il 24 aprile 2007 il MIMA è stato invitato dalla XI° Commissione Lavoro e Previdenza Sociale ad esprimere il proprio parere in audizione sui suddetti Disegni di legge

 

E CONTINUA........

Il giorno 22 febbraio 2005 nella 298° seduta dell'XI° Commissione lavoro e previdenza sociale del Senato è intervenuto il sottosegretario al Welfare On. Sacconi che come prima ipotesi ha suggeriti,in nome del Governo, di attendere una direttiva europea in modo da assicurare omogeneità sul problema mobbing; come seconda ipotesi è stata avanzata quella di un disegno di legge governativo( un altro sic!!!).Il MIMA ritiene che, se deve essere fatta una legge nazionale tanto per fare qualcosa, sia più vantaggioso per i mobbizzati attendere una direttiva comunitaria che rispecchi l'impegno assunto sul problema da altri Stati dell'Unione Europea

Roma 24/02/05     Il Presidente

Il giorno 1 febbraio 2005 nella 293° seduta dell'XI° Commissione lavoro e previdenza sociale del Senato si è ripreso l'esame, sospeso il 15 giugno 2004, dei disegni di legge sul mobbing.

E' stato presentato uno schema di testo unificato che il MIMA giudica scarno e poco rispondente alle esigenze di prevenzione e repressione del fenomeno.

La Commissione continua i suoi lavori sull'argomento nei giorni 8 e 9 febbraio 2005

ULTIME NOTIZIE

Con sentenza 19 dicembre 2003 n°359 la Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della legge della Regione Lazio 11 luglio 2002 n°16 ( Disposizioni per prevenire e contrastare il fenomeno del mobbing nei luoghi di lavoro).

Il MIMA prende atto che a tutt'oggi non vi è, ancora, una legge dello Stato sul mobbing, l'unica legge regionale è stata annullata dalla Corte Costituzionale su richiesta del Governo, lo stesso Governo ancora non si muove,dopo un  anno che è in possesso dell'articolato sotto descritto, per promulgare una legge così come era stato richiesto dalla Comunità Europea. Il MIMA lascia alla valutazione di chiunque la connivenza delle Istituzioni con i mobber.

Roma 18/01/04     Il Presidente 

       ARTICOLATO

       BOZZA LEGGE

La Commissione tecnico scientifica, istituita per lo studio del fenomeno mobbing e per fornire una proposta di carattere normativo, sotto la guida del Prof. Michele Piccione e con il contributo del MIMA ha presentato al Ministro per la Funzione Pubblica una bozza di articolato di legge (cliccare su articolato per leggere).

Ci auguriamo che le forze politiche ed istituzionali vogliano trasformare, quanto prima, tale articolato in legge di Stato senza stravolgerne i contenuti; se questo avverrà l'Italia, finalmente, si adeguerà a quanto stabilito dal Parlamento Europeo.

Roma 06/02/03        Il Presidente

   ULTIM'ORA 

Il Ministro della Funzione Pubblica- on. Franco Frattini- ha costituito con Decreto ministeriale una commissione di esperti per individuare soluzioni alle vessazioni nei posti di lavoro.Nella commissione presieduta dal Prof. Michele Piccione, vi è anche il MIMA. I lavori della commissione sono già iniziati e ci auguriamo che portino a dei risultati concreti che tutti noi mobbizzati ci aspettiamo nel più breve tempo possibile. Sarà nostra cura evidenziare i risultati raggiunti.

Roma 15/10/02     Il Presidente 

Nella seduta del 20/11/02 la Commissione ha approvato all'unanimità la seguente definizione di mobbing:

per violenza morale o psichica in occasione di lavoro si intende: "Atti,atteggiamenti o comportamenti di violenza morale o psichica in occasione di lavoro, ripetuti nel tempo in modo sistematico o abituale, che portano ad un degrado delle condizioni di lavoro, idoneo a compromettere la salute o la professionalità o la dignità del lavoratore"

I lavori stanno continuando per definire i criteri delle diagnosi correlate.    

Attualmente sono in discussione al Senato i seguenti Disegni di legge:

n°122 presentato dal senatore Tomassini in data 6 giugno 2001;

n°266 presentato dal senatore Ripamonti in data 21 giugno 2001 è pressochè identico al disegno di legge n°924;

n°422 presentato dal senatore Magnalbò in data 9 luglio 2001 è pressochè identico al disegno di legge n°870;

n°870 presentato dal senatore Costa in data 21 novembre 2001 è pressochè identico al disegno di legge n°422;

n°924 presentato dal senatore Battafarano in data 5 dicembre 2001 è pressochè identico al disegno di legge n°266;

n°986 presentato dai senatori Tofani + altri 39 in data 20 dicembre 2001;

n°1290 presentato dal senatore Eufemi + altri 3 in data 27 marzo 2002;

n°2420 presentato dal senatore Bergamo;

n°3255 presentato dal senatore Magnalbò in data 22 dicembre 2004;

Il MIMA constata le discrepanze significative esistenti tra i sopra citati disegni di legge e la relazione finale sul mobbing del Parlamento Europeo del 16 luglio 2001.

Il MIMA si augura di vedere dei segnali significativi, dati dai nostri Parlamentari, che tendano alla civiltà giuridica europea in materia di mobbing.  

Disegno di legge n° 1280 presentato dal senatore Sodano in data 21/03/02

FINALMENTE quest'ultimo disegno di legge incomincia ad  occuparsi fattivamente della prevenzione e della tutela dei mobbizzati italiani. Il MIMA si augura che tutte le forze politiche si faranno carico di sostenere, con le opportune modifiche, tale iniziativa nell'interesse di milioni di italiani.  

Il MIMA comunicherà attraverso questo sito gli sviluppi della situazione legislativa.

          ULTIM'ORA

Il 18/09/02 il MIMA terrà un'audizione presso la Commissione lavoro e previdenza sociale del Senato per esporre le esigenze di noi mobbizzati e cosa ci aspettiamo da una legge nazionale. 

 Attualmente sono state presentate alla Camera dei Deputati le seguenti proposte di legge:

n°1182 primo firmatario Benvenuto;

n°2040 primo firmatario Fiori;

n° 2143 primo firmatario Tarantino.

 

Consigli pratici per resistere al Mobbing 

Consigli pratici per resistere al mobbing e non farsi travolgere da esso (un decalogo)


1- Abbiate pazienza:
Il viaggio contro il mobbing è lungo, duro e difficile: organizzatevi per una lotta nella quale, alla fine, sarete voi i vincitori. Il tempo gioca a vostro favore: dopo un periodo iniziale di scoramento e di depressione ritroverete la forza di vivere, di sorridere, di sconfiggere i vostri mobbers, di essere giustamente risarciti per i danni subiti.
2- Non cedete allo scoramento ed alla depressione:
Il mobbing cui siete sottoposti non avviene per colpa vostra: le motivazioni socio-psicologiche alla base del mobbing sono molteplici e complesse, oggetto di studi approfonditi di sociologi, psicologi e giuristi. Voi siete solo un capro espiatorio di una situazione che non dipende da vostre colpe.
3- Non pensate alle dimissioni:
La prima cosa alla quale un mobbizzato pensa è quella di fuggire e di liberarsi dalla situazione stressante, abbandonando la scena. In effetti spesso il mobbing ha solo lo scopo di "poter licenziare impunemente". Dare le dimissioni vi libera, è vero, dal mobbing ma con le dimissioni "la date vinta al mobber". Ricorrete ad un periodo di malattia solo per il tempo strettamente necessario: utilizzate preferibilmente i periodi di ferie non godute o i recuperi orari. Tenete però ben presente che al ritorno sul luogo di lavoro dopo un periodi più o meno breve di assenza potreste trovare che molte cose sono cambiate in peggio: durante la vostra assenza il mobber ha avuto tutto il tempo per organizzarsi meglio. 
4- Non pensate di essere gli unici:
Si calcola per difetto che in Italia vi siano almeno un milione e mezzo di mobbizzati (circa il 6% della forza lavoro). Pensare di essere gli unici è una falsa immodestia: siete solo uno dei tanti.
5- Organizzatevi per resistere:
Considerate che, secondo calcoli fatti dall'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), la messa in atto di azioni mobbizzanti nei vostri confronti, costa alla vostra azienda attorno al 190%della vostra retribuzione annua lorda: alcune cause di questi costi sono:
Il tempo impiegato dal mobber per studiare nuove forme di vessazione nei vostri confronti
La perdita di morale tra i lavoratori
Le giornate lavorative perse in malattia a causa del mobbing 
I costi a carico del SSN per la cura dei lavoratori ammalatisi a causa del mobbing
I costi delle liquidazioni in caso di licenziamento spontaneo
L'azienda, a causa del mobbing, perde elementi produttivi e competenti
La sostituzione del lavoratore licenziato ha un costo per l'azienda in termini di know-how 
I risarcimenti per cause civili ai lavoratori mobbizzati
6- Raccogliete la documentazione delle vessazioni subite:
Poiché il mobbing, anche se non vi è una legislazione precisa e ad hoc contro di esso, rientra in fattispecie di reati previsti e penalmente perseguibili e di illeciti amministrativi (per esempio, reati: abuso di potere, minacce, violenza privata, diffamazione, calunnia, lesioni personali, etc; illeciti amministrativi: demansionamento, dequalificazione, etc.), è necessario che voi documentiate nel modo migliore possibile le azioni mobbizzanti messe in atto nei vostri confronti. Pertanto:
-Trovate colleghi disposti a testimoniare (anche se è difficile…….)
- Tenete un diario di ogni azione mobbizzante contenente: data, ora, luogo, autore, descrizione, persone presenti, testimoni
- Tenete un resoconto delle conseguenze psico-fisiche sul vostro organismo delle azioni mobbizzati; il mobbing fa ammalare: i sintomi possono essere psichici (insonnia, ansia, depressione, attacchi di panico, ecc.), fisici (emicrania, cefalea, dolori muscolari, precordialgie, acidità gastrica, tremori, mancanza d'appetito, appetito eccessivo, diminuzione della potenza e del desiderio sessuale, ecc.) e del comportamento (perdita dell'autostima, mancanza di fiducia in se stessi, senso dell'inutilità, ecc.). Questo vi faciliterà nel documentare il danno biologico che il mobbing ha determinato su di voi, al fine della richiesta di risarcimento dei danni psicofisici (lesioni personali).
- Mettete in forma scritta e fate protocollare o spedite per raccomandata R.R. ogni vostra richiesta: trasformate qualsiasi ordine verbale ricevuto, in interrogazione scritta ("a voce mi è stato detto di fare questo, chiedo conferma scritta"). Molto spesso non riceverete risposta: ciò sarà la prova di una tra le azioni mobbizzati. 
7- Cercate degli alleati
E' questa la cosa più difficile: non sempre i colleghi sono dei "cuor di leone".
Spesso si ritirano in disparte per evitare che il mobbing messo in atto nei vostri confronti possa estendersi anche ad essi. Spesso, nel mobbing trasversale, sono essi stessi i vostri mobbers. 
Non vi isolate: coltivate le vostre relazioni sociali, frequentate gli amici, rinsaldate i rapporti familiari spesso impoveriti dal punto di vista affettivo e sessuale. Spiegate ai vostri familiari cos'è il mobbing e quello che state subendo. Non vergognatevi della vostra situazione, parlate con le persone che vi sono vicine per acquistare consapevolezza della vostra situazione, per rafforzare l'autostima ma non passate all'estremo opposto. Parlare incessantemente del vostro problema, focalizzare l'attenzione unicamente sul vostro dramma, può stancare amici e familiari e quindi potreste trovarvi ancora più soli. Il vostro matrimonio, la vostra famiglia, le vostre amicizie potrebbero andare in crisi. Si realizzerebbe così il fenomeno del "doppio mobbing" per il quale le persone coinvolte in Italia dal mobbing, assommano a 5 milioni.
8- Denunciate il mobbing:
E' questa una attività da attuare con ponderata attenzione: evitate che le denuncie possano esporvi a ritorsioni (possibili querele per diffamazione).
Scrivete la storia del vostro mobbing. Siate il più concisi possibile. Prima di divulgarla riponetela in un cassetto e rileggetela dopo almeno una settimana: eliminate le parti superflue e conservate solo quelle importanti. La precisione nei particolari fa diventare pesante la vostra storia: dovete colpire l'attenzione di chi vi legge.
Rivolgetevi ai giornali, televisioni private, radio locali, sindacati, associazioni di categoria. Denunciate fatti reali e documentati. Scrivete dei tazebao da affiggere nei luoghi consentiti. Divulgate all'interno dell'azienda le vostra situazione: il racconto della vostra storia potrebbe far sorgere tra gli altri dipendenti un movimento di opinione a vostro favore. Ricordate che la pubblicizzazione della vostra denuncia può essere incompatibile con la segretezza degli atti d'ufficio.
Chiedete copia della documentazione esistente negli atti d'ufficio e nel vostro fascicolo personale: è un vostro diritto (legge 241/90 sulla trasparenza amministrativa e legge 675/96 cosiddetta sulla "privacy") l'accesso agli atti d'ufficio che vi riguardano e al vostro fascicolo personale per poter ottenere copia di tutti i documenti che vi interessano.
9- Iscrivetevi ad una associazione contro il mobbing:
Rivolgetevi unicamente a quelle che sono apolitiche, asindacali, aconfessionali, che non hanno scopo di lucro, come il MIMA
10- Ricorrete alle vie legali:
In questo caso non siate impazienti: 
- Nella scelta tra procedimento penale e/o civile, (causa di lavoro, risarcimento del danno biologico), preferite dapprima il procedimento civile. 
- La durata di una causa di lavoro è lunga: anche in caso di vittoria in primo grado, aspettatevi un ricorso in appello da parte dell'azienda; calcolate da un minimo di quattro anni fino ad otto - dieci anni.
- Rivolgetevi ad un buon avvocato cha abbia già trattato cause di mobbing, che sicuramente non abbia legami con la vostra azienda.
- Chiarite subito gli obiettivi che intendete raggiungere (danno biologico, demansionamento, reintegra nel posto di lavoro, patteggiamento, risarcimento dei danni, etc.) e le strade da percorrere.
- Coinvolgete il minor numero di persone: possibilmente solo la vostra azienda. In questo modo il vostro avvocato non si troverà a dover lottare contro eserciti di avvocati di controparte che si coalizzeranno contro di voi. Successivamente potrete procedere anche contro gli autori materiali del vostro mobbing: ad esempio, in caso di pubblici dipendenti, sarà possibile documentare il danno all'erario determinato dai vostri mobbers.

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